Benvenuti nel mercato… e nell’inferno degli odori
Il sole picchiava forte sui mercati di Bangkok, tra bancarelle colorate e il caos dei motorini. Tra pesci freschi, spezie, insetti fritti e frutti esotici, una presenza dominante attirava la mia attenzione: il durian, il leggendario “re dei frutti”. Un odore intenso ci colpì all’istante: un misto tra cipolla marcia, formaggio stagionato e zucchero bruciato. Chiunque avesse passato anche solo un metro dalla bancarella si sarebbe girato con una smorfia. Io e Michele ci guardammo, sfidando il nostro coraggio: bisognava provare.
Il frutto più temuto e amato
Il durian non inganna con le apparenze: grande, spinato, quasi come un piccolo melone corazzato. La polpa interna, gialla e cremosa, promette un gusto dolce, quasi vanigliato, ma l’odore… beh, quello richiede fegato e spirito d’avventura. Il venditore, un signore sorridente con una barba rada, ci incoraggiava: “Solo i veri coraggiosi assaggiano il Durian!”. In quel momento, non c’era alternativa: la sfida era lanciata.
Il rituale dell’assaggio
Il primo morso fu un’esperienza memorabile: la consistenza morbida e burrosa era stranamente piacevole, quasi simile a un budino dolce, contrastante con l’odore aggressivo. Michele cercava di mascherare la smorfia con una risata nervosa. Io, tra disgusto e sorpresa, pensavo: “Come può qualcosa che puzza così tanto avere un sapore così buono?”
Curiosità locali
• Il durian è vietato in hotel, aeroporti e mezzi pubblici per il suo odore potente.
• In Thailandia e nel Sud-Est asiatico è un simbolo di prestigio: amato o odiato senza vie di mezzo.
• Viene consumato fresco, in dolci, gelati o persino fritto.
In conclusione
Assaggiare il durian non è solo una prova di coraggio, è un viaggio nei sensi e nella cultura thailandese.